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can Magazine
- Italy » 2008 » Novembre The Lovelyhotmom Ru Javascript:PopUp(11514) Lovely Hot MomLa mostra (aperta al pubblico dal 29 novembre 2008 al 25 gennaio 2009) coinvolge, a Ca’ Pesaro, sia la Galleria Internazionale d’Arte Moderna che il Museo d’Arte Orientale. Presenta un’ottantina di opere in vetro dell’artista giapponese Kuniaki Kuroki (Suki,provincia Miyazaki, 1945), realizzate negli ultimi vent’anni e ispirate a indiscussi capolavori dell’arte giapponese del passato: da un lato le opere di Ogata Kōrin (Kyōto 1658-1716), pittore e laccatore esponente della tradizione decorativa Rimpa, risalente al XVII secolo, a sua volta legata agli stilemi dell’epoca Heian (794-1185); dall’altro le Cinquantatre stazioni del Tōkaidō, celebre serie di xilografie policrome di Utagawa Hiroshige (Tokyo 1797–1858), dettagliato diario di viaggio per immagini lungo la strada costiera di Tōkaidō, tra Edo (l’antica Tokyo) e Kioto, realizzate tra il 1833 e il 1834, con un successo popolare senza precedenti.
Non certo repliche ma interpretazioni, le opere di Kuroki colgono l’essenza profonda delle produzioni antiche, esprimendole in nuove forme, attraverso il medium del vetro, di cui il maestro padroneggia alla perfezione tutte le tecniche.
Visitabile con gli orari e il biglietto del Museo, la mostra è organizzata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia in collaborazione con la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Veneziano e l’Associazione Kuniaki Kuroki, con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, dell’Ambasciata del Giappone in Italia, del Consolato Generale del Giappone a Milano, della Prefettura di Myazaki, della Camera di Commercio e Industria Giapponese in Italia, dell’Istituto Giapponese di Cultura di Roma, della Fondazione Italia Giappone, della Regione Veneto e della Provincia di Venezia, in collaborazione con R&M Japan Co. e Made in Italy.it, con il sostegno di H.I.S. Highest International Standards, KWE Kintetsu Italia e Savino del Bene.
Un video in mostra darà conto della poetica e della tecnica esecutiva del maestro.
I lavori di Kuroki offrono a Ca’ Pesaro molteplici stimoli: non solo i puntuali collegamenti con opere antiche delle collezioni del Museo d’Arte Orientale, ma anche un’occasione di riflessione sull’approccio all’antico di un autore contemporaneo dell’area culturale dell’estremo oriente.
A Kōrin e alla raffinata decorazione Rimpa si ispira una serie di oggetti - lanterne, vasi, paraventi, incensieri – in vetro a strati con fiori e foglia d’oro; alle Stazioni di Hiroshige si collegano singolari paesaggi di vetro, “quadri” e pannelli, ma anche vasi, scatole, mobili, e ancora lanterne e paraventi, in cui il tema della veduta assume un’insolita caratteristica tridimensionale e la sapiente lavorazione restituisce splendidamente i toni chiari e le sfumature di colore delle celebri stampe ukiyoe.
In tutte le opere in mostra Kuroki utilizza processi di lavorazione assai articolati e complessi con cui il vetro è ottenuto e trattato in modi diversi e arricchito dall’inserzione di foglie d’oro e di platino come nella tradizione del makie, la lacca dorata giapponese.
Il gioco di rimandi è reso prezioso dalla presenza in mostra di due abiti di seta dell’inizio dell’Ottocento, appartenenti alla collezione del Museo d’Arte Orientale, scelti per la puntuale relazione con le opere di Kuroki ed esposti al primo piano, in sala 10. Le loro decorazioni a ricamo (il pavone) e dipinte (le stazioni del Tōkaidō di Kuwana e Kambara) sono sorprendentemente vicine a quelle che Kuroki realizza in vetro.
Il Museo d’Arte Orientale espone anche alcune xilografie originali di Hiroschige appartenenti a una delle più belle serie del Tōkaidō a fogli verticali.
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